Some famous words... Exactly whose is a game for one so inclined...
1 Nel mezzo del cammin di nostra vita
2 mi ritrovai per una selva oscura
3 ché la diritta via era smarrita.
4 Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
5 esta selva selvaggia e aspra e forte
6 che nel pensier rinova la paura!
7 Tant'è amara che poco è più morte;
8 ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
9 dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
10 Io non so ben ridir com'i' v'intrai,
11 tant'era pien di sonno a quel punto
12 che la verace via abbandonai.
13 Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
14 là dove terminava quella valle
15 che m'avea di paura il cor compunto,
16 guardai in alto, e vidi le sue spalle
17 vestite già de' raggi del pianeta
18 che mena dritto altrui per ogne calle.
19 Allor fu la paura un poco queta
20 che nel lago del cor m'era durata
21 la notte ch'i' passai con tanta pieta.
22 E come quei che con lena affannata
23 uscito fuor del pelago a la riva
24 si volge a l'acqua perigliosa e guata,
25 così l'animo mio, ch'ancor fuggiva,
26 si volse a retro a rimirar lo passo
27 che non lasciò già mai persona viva.
28 Poi ch'èi posato un poco il corpo lasso,
29 ripresi via per la piaggia diserta,
30 sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso.
31 Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
32 una lonza leggera e presta molto,
33 che di pel macolato era coverta;
34 e non mi si partia dinanzi al volto,
35 anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
36 ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
37 Temp'era dal principio del mattino,
38 e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
39 ch'eran con lui quando l'amor divino
40 mosse di prima quelle cose belle;
41 sì ch'a bene sperar m'era cagione
42 di quella fiera a la gaetta pelle
43 l'ora del tempo e la dolce stagione;
44 ma non sì che paura non mi desse
45 la vista che m'apparve d'un leone.
46 Questi parea che contra me venisse
47 con la test'alta e con rabbiosa fame,
48 sì che parea che l'aere ne tremesse.
49 Ed una lupa, che di tutte brame
50 sembiava carca ne la sua magrezza,
51 e molte genti fé già viver grame,
52 questa mi porse tanto di gravezza
53 con la paura ch'uscia di sua vista,
54 ch'io perdei la speranza de l'altezza.
55 E qual è quei che volontieri acquista,
56 e giugne 'l tempo che perder lo face,
57 che 'n tutt'i suoi pensier piange e s'attrista;
58 tal mi fece la bestia sanza pace,
59 che, venendomi 'ncontro, a poco a poco
60 mi ripigneva là dove 'l sol tace.
61 Mentre ch'i' rovinava in basso loco,
62 dinanzi a li occhi mi si fu offerto
63 chi per lungo silenzio parea fioco.
64 Quando vidi costui nel gran diserto,
65 «Miserere di me», gridai a lui,
66 «qual che tu sii, od ombra od omo certo!».
67 Rispuosemi: «Non omo, omo già fui,
68 e li parenti miei furon lombardi,
69 mantoani per patria ambedui.
70 Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,
71 e vissi a Roma sotto 'l buono Augusto
72 nel tempo de li dèi falsi e bugiardi.
73 Poeta fui, e cantai di quel giusto
74 figliuol d'Anchise che venne di Troia,
75 poi che 'l superbo Ilión fu combusto.
76 Ma tu perché ritorni a tanta noia?
77 perché non sali il dilettoso monte
78 ch'è principio e cagion di tutta gioia?».
79 «Or se' tu quel Virgilio e quella fonte
80 che spandi di parlar sì largo fiume?»,
81 rispuos'io lui con vergognosa fronte.
82 «O de li altri poeti onore e lume
83 vagliami 'l lungo studio e 'l grande amore
84 che m'ha fatto cercar lo tuo volume.
85 Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore;
86 tu se' solo colui da cu' io tolsi
87 lo bello stilo che m'ha fatto onore.
88 Vedi la bestia per cu' io mi volsi:
89 aiutami da lei, famoso saggio,
90 ch'ella mi fa tremar le vene e i polsi».
91 «A te convien tenere altro viaggio»,
92 rispuose poi che lagrimar mi vide,
93 «se vuo' campar d'esto loco selvaggio:
94 ché questa bestia, per la qual tu gride,
95 non lascia altrui passar per la sua via,
96 ma tanto lo 'mpedisce che l'uccide;
97 e ha natura sì malvagia e ria,
98 che mai non empie la bramosa voglia,
99 e dopo 'l pasto ha più fame che pria.
100 Molti son li animali a cui s'ammoglia,
101 e più saranno ancora, infin che 'l veltro
102 verrà, che la farà morir con doglia.
103 Questi non ciberà terra né peltro,
104 ma sapienza, amore e virtute,
105 e sua nazion sarà tra feltro e feltro.
106 Di quella umile Italia fia salute
107 per cui morì la vergine Cammilla,
108 Eurialo e Turno e Niso di ferute.
109 Questi la caccerà per ogne villa,
110 fin che l'avrà rimessa ne lo 'nferno,
111 là onde 'nvidia prima dipartilla.
112 Ond'io per lo tuo me' penso e discerno
113 che tu mi segui, e io sarò tua guida,
114 e trarrotti di qui per loco etterno,
115 ove udirai le disperate strida,
116 vedrai li antichi spiriti dolenti,
117 ch'a la seconda morte ciascun grida;
118 e vederai color che son contenti
119 nel foco, perché speran di venire
120 quando che sia a le beate genti.
121 A le quai poi se tu vorrai salire,
122 anima fia a ciò più di me degna:
123 con lei ti lascerò nel mio partire;
124 ché quello imperador che là sù regna,
125 perch'i' fu' ribellante a la sua legge,
126 non vuol che 'n sua città per me si vegna.
127 In tutte parti impera e quivi regge;
128 quivi è la sua città e l'alto seggio:
129 oh felice colui cu' ivi elegge!».
130 E io a lui: «Poeta, io ti richeggio
131 per quello Dio che tu non conoscesti,
132 acciò ch'io fugga questo male e peggio,
133 che tu mi meni là dov'or dicesti,
134 sì ch'io veggia la porta di san Pietro
135 e color cui tu fai cotanto mesti».
136 Allor si mosse, e io li tenni dietro.
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Que?
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